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Chianti docg

IL CHIANTI DOCG

Il vino Chianti è un regalo della natura e della cultura della regione d’Italia più conosciuta e amata nel mondo; le sensazioni, i sapori unici della Toscana si ritrovano in questo vino rosso forte e caratteristico che è anche uno dei maggiori simboli del “made in italy”. Nella sua estesa aerea di produzione sono presenti da secoli gli stessi vitigni autoctoni: il Sangiovese prima di tutti, al quale possono aggiungersene in proporzione minore anche altri, sempre comunque coltivati nel territorio come il Canaiolo ed il Colorino. La loro combinazione e il carattere, la corposità e i profumi che terreni, altitudini e microclimi diversi gli trasmettono, danno vita al vino Chianti (doc nel 1967 e docg dal 1984).

Cenni storici. Come regola impone in questi casi anche sull'origine del nome Chianti non c'è certezza: alcuni lo fanno derivare dal termine latino clangor (rumore) che riporta al rumore delle battute di caccia effettuate nelle foreste di cui era ricca la zona. Altri preferiscono la tesi secondo cui il nome si rifà al termine etrusco clante riportandolo al nome di antiche famiglie etrusche diffuso all'ora nella zona anche se altri ancora, invece, lo legano al significato di clante (acqua) di cui la zona era, ed è, ricca, favorendo la crescita delle uve.

I primi documenti certi in cui con il nome Chianti si identifica con il territorio di produzione, ed anche il vino prodotto naturalmente, risalgono al XIII secolo e fanno riferimento alla Lega del Chianti costituita a Firenze per regolare i rapporti amministrativi con i terzieri di Radda, Gaiole e Castellina (attualmente compresi nella zona di produzione del Chianti Classico), produttori di un vino rosso a base di Sangiovese.
L'insegna della Lega del Chianti era un Gallo Nero in campo dorato ma nel tempo questo emblema è divenuto il segno di riconoscimento del Consorzio del Vino Chianti Classico.

Il 24 settembre 1716 a Firenze il Granduca Cosimo III de' Medici emanò il bando "Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d'Arno di Sopra", nel quale venivano specificati i confini delle zone entro le quali potevano essere prodotti i vini citati (una vera e propria anticipazione del concetto di DOC), ed un Decreto con il quale istituiva una Congregazione di vigilanza sulla produzione, la spedizione, il controllo contro le frodi ed il commercio dei vini (una sorta di progenitore della figura dei Consorzi di Tutela). Successivamente, Ferdinando III di Toscana suddivise il Granducato di Toscana in comunità e province e la provincia del Chianti si costituiva delle comunità di Radda, Gaiole e Castellina.

Saltiamo al 1932, anno in cui il Governo italiano estende la zona di produzione dividendo il territorio in sette sottozone: Classico, Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colline Pisane, Colli Senesi, Montalbano e Rùfina. Nel 1967 viene effettuato un ulteriore ampliamento che ci porta ai confini odierni mentre, nel 1996, viene costituita la sottozona Montespertoli, territorio prima parzialmente ricompreso nella sottozona Colli Fiorentini e parzialmente nell'area generica Chianti, ricadente ora esattamente nel territorio dell'omonimo comune in Provincia di Firenze. Sempre nel 1996 la sottozona Classico si dota di Disciplinare autonomo rispetto alle altre sottozone e diviene una zona territorialmente indipendente.

Mappa enografica del Chianti docg - clicca per aprirlaIl territorio oggi. La Toscana è la terra madre del vino Chianti e le province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena sono la culla dove ogni anno si perpetua da secoli il ciclo di vita di questo straordinario vino italiano. Questi luoghi rappresentano l'eccellenza produttiva i cui suoli coltivati a vite sono delimitati per legge

Questo ambiente unico, attraversato da dolci colline, da vallate e da fiumi, offre vigneti pregiati, simbolo stesso del paesaggio toscano. Il vino Chianti è prodotto in tutta la zona del Chianti mentre il Chianti Superiore può essere anch'esso prodotto su tutta l'area del Chianti ma tale denominazione è riservata a quei vini per i quali sono previste caratteristiche e condizioni produttive particolari.

Il vitigno Sangiovese trova il suo ambiente ideale terreni collinari di media o scarsa fertilità, resiste bene alla carenza d'acqua e al vento ma non alle gelate primaverili, con sotto strato argilloso-calcareo e abbondate scheletro drenante.

Le sottozone del Chianti docg. Il territorio di vocato per la produzione di vino Chianti, delimitato dalla legge italiana per mezzo del Disciplinare di Produzione adottato, si articola in sottozone dove questo vino prende delle caratteristiche particolari che conferiscono delle variazioni nella tipicità del prodotto legate proprio al territorio di coltivazione del Sangiovese e degli altri vitigni ammessi.

. Colli Aretini
. Colli Fiorentini
. Colli Senesi
. Rufina
. Colline Pisane
. Montalbano
. Montespertoli

I Vitigni. Fino a tutto il 1700 il vino della zona del Chianti veniva prodotto utilizzando solo le uve Sangiovese; è solo dai primi anni dell'ottocento che si iniziano ad utilizzare diverse varietà di uve per migliorare la qualità finale del vino prodotto. E' qui che la storia del vino Chianti incontra e si lega con un Il Sangiovese, il vitigno autoctono toscano alla base del vino Chianti docgpersonaggio fondamentale, In quel il barone Bettino Ricasoli che intorno al 1840 divulga quella che ritiene la composizione ideale per ottenere un vino rosso piacevole, frizzante e di pronta beva e che sarebbe poi diventata la base della composizione ufficiale del vino Chianti: 70% di Sangioveto (denominazione del vitigno autoctono toscano), 15% di Canaiolo, 15% di Malvasia. Successivamente venne aggiunto anche un vitigno a bacca bianca, il Trebbiano anche la tendenza odierna è quella di utilizzare solo vitigni a bacca rossa e, in alcuni casi, anche piccole quantità di quelli francesi ammessi dal disciplinare: merlot e/o di cabernet sauvignon. Su questa evoluzione, però, stendiamo un velo pietoso.

Origini e cenni storici legati al Sangiovese. La storia di questo vitigno è difficile da ricostruire nel tempo per mancanza di fonti attendibili fino al XVI secolo almeno. La prima testimonianza arriva da Soderini (1590) nel suo trattato “La coltivazione delle viti” dove cita il Sangiogheto come un vitigno degno di nota per la sua regolare produttività. L'origine del nome è, anche in questo caso, complicata da ricostruire ma una teoria plausibile la abbiamo da Hohnerleien-Buchinger (1996) che la lega alla caratteristica del vitigno di germoliare precocemente e la lega al termine dialettale sarzanese di Sangiovannina, uva primaticcia. L'origine del Sangiovese è fatta risalire alla regione Toscana con particolare riferimento al territorio del Chianti. Nell'800 inizia l'espansione di questo vitigno verso la Romagna, l'Emilia, l'Umbria, L'Abruzzo e Lazio e giù fino a Puglia e Campania accidentale. L'identità del Sangiovese toscano con quello romagnolo, il Brunello (zona Montalcino), Prugnolo (zona Montepulciano) e Morellino (zona sud costa toscana) è stata dimostrata sin dal XVIII secolo da numerosi studi: Villafranchi nel 1713 e Acerbi nel 1875.

Sinonimi accertati: Brunello, Calabrese, Morellino di Scansano, Nerino, Pignolo, Prugnolo, Sangineto, Riminese.

Sinonimi errati: Ciliegiolo, Montepulciano, Moscato Nero, Moscato Rosso, Uva Tosca.

In sintesi, i vitigni ammessi dal Disciplinare per la tipologia Chianti sono:
. Sangiovese: dal 70 al 100%
. Vitigni a bacca rossa ammessi: max 30% (singolarmente o congiuntamente)
. Vitigni a bacca bianca ammessi: max 10% (singolarmente o congiuntamente)
. Vitigni Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon: max 15% (singolarmente o congiuntamente)

Per la tipologia Chianti Colli Senesi:
. Sangiovese: dal 75 al 100%
. Vitigni a bacca rossa ammessi: max 25% purché Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon (singolarmente o congiuntamente) non superino il 10%
. Vitigni a bacca bianca: fino alla vendemmia 2015 sono ammesse uve Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti (o Malvasia bianca lunga b., cfr. Vitigni d'Italia, Calderini Edagricole pag. 444) fino al massimo del 10% (singolarmente o congiuntamente)

Il governo all'uso toscano. Oltre alla scelta dei vitigni ammessi in sostegno del Sangiovese, il vino Chianti è caratterizzato anche, in fase di vinificazione, dalla pratica tradizionale facoltativa definita “governo all'uso toscano” e che consiste in una lenta rifermentazione del vino appena svinato con aggiunta di uve, dei vitigni autorizzati naturalmente, leggermente appassite.

Caratteristiche principali ereditate dal vitigno. Pur con delle differenze per intensità tra i prodotti derivati dalle varie sottozone, il Chianti ha la caratteristica tipica di essere un vino di un vivace colore rosso rubino intenso, tendente al granato nell'unghia con l'invecchiamento. Di sapore armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, retrogusto amarognolo, rude ma armonico. dal profumo intensamente vinoso, talvolta con sentori di mammola. Il Chianti può essere consumato, per qualche tipologia, come vino giovane, fresco e gradevole al palato, ma è ben nota anche, per alcune zone, la sua vocazione ad un medio e lungo invecchiamento, con cui matura colore, profumo e sapore inconfondibili. Inoltre la pigiatura delicata, la fermentazione alle giuste temperature, l’evoluzione in pregiate essenze legnose, l’affinamento in vetro, aggiungono al vino personalità: più gentile e rotondo nel sapore, più complesso nei profumi, più intenso nel colore.

Sintesi del Disciplinare di Produzione
(Decreto Min. 19 giugno 2009 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2009)

Tipologie previste: Chianti e Chianti Superiore. La menzione Riserva può essere prevista per alcune tipologia di Chianti (sottozone) ed è legata al periodo più lungo di invecchiamento ed affinamento.

Condizioni naturali: vigneti collinari con altitudine massima 700 s.l.m

Densità impianto: 4.000 ceppi per ettaro (ha)

Resa per ettaro e gradazione

Tipologia o sottozona
Produzione uva
(t/ha)
Titolo alcolometrico volumico
naturale minimo (% vol.)
 Chianti  9  10,50
 Chianti Colli Aretini
 8  11,00
 Chianti Colli Fiorentini
 8  11,00
 Chianti Colli Senesi
 8  11,50
 Chianti Colli Senesi Riserva
 8  12,50
 Chianti Colline Pisane
 8  11,00
 Chianti Montalbano
 8  11,00
 Chianti Montespertoli
 8  11,00
 Chianti Rufina
 8  11,00
 Chianti Superiore
 7,5  11,50


Menzione speciale: Riserva, sottoposto ad almeno 2 anni di invecchiamento. Nelle denominazioni con sottozona Colli Fiorentini e Rufina deve fare almeno 6 mesi in fusti di legno mentre per la sottozona Colli Senesi almeno 8 mesi in fusti di legno e almeno 4 di affinamento in bottiglia

Caratteristiche per immissione al consumo. Per le variazioni inerenti alle diverse sottozone fare riferimento al Disciplinare di Produzione, in questa sede vengono indicate la caratteristiche base della denominazione Chianti e Chianti Superiore.

Chianti:
. colore: rubino vivace tendente al granato con l'invecchiamento;
. odore: intensamente vinoso, talvolta con profumo di mammola e con più pronunziato carattere di finezza nella fase di invecchiamento;
. sapore: armonico, sapido, leggermente tannico, che si affina col tempo al morbido vellutato; il prodotto dell'annata che ha subito il «governo» presenta vivezza e rotondità;
. titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50%, con un massimo di 4 g/l di zuccheri riduttori;
. acidità totale minima: 4,5 g/l;
. estratto non riduttore minimo: 20 g/l.
. Se con la menzione «riserva»: titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00%;
. estratto non riduttore minimo: 22 g/l.

Chianti Superiore:
. colore: rubino vivace tendente al granato con l'invecchiamento;
. odore: intensamente vinoso, talvolta con profumo di mammola e con più pronunziato carattere di finezza nella fase di invecchiamento;
. sapore: armonico, sapido, leggermente tannico, che si affina col tempo al morbido vellutato; il prodotto dell'annata che ha subito il «governo» presenta vivezza e rotondità;
. titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%, con un massimo di 4 g/l di zuccheri riduttori;
. acidità totale minima: 4,5 g/l;
. estratto non riduttore minimo: 22 g/l.


Documentazione da scaricare (in pdf)

. Disciplinare di Produzione vino Chianti docg (114kb)

Link utili

. Consorzio di Tulela: http://www.consorziovinochianti.it

. I vini Chianti Colli Senesi venduti online da Enosapiens al prezzo di cantina: vai alla sezione

 
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